Kimono

Sabato 23 marzo alle 10:30 avremo come ospite Yasuko Sugiyama, Maestra di Cerimonia del tè della scuola Omotesenke, che  terrà la conferenza sul Kimono seguita dalla dimostrazione di vestizione.

La maestra racconterà, anche attraverso una selezione d’immagini e di oggetti, la storia del Kimono, i diversi momenti e le diverse funzioni che può assumere, ci spiegherà le tecniche di tessitura, i filati, le tinte, i tipi di disegni, le connessioni con le stagioni e con gli stati d’animo, con le tradizioni famigliari e infine ci mostrerà come si indossa.  E con la sua guida potremo finalmente avvolgerci nel mito di uno dei più splendidi indumenti che siano mai stati inventati.

L’incontro, della durata di un paio d’ore, è gratuito ma i posti sono limitati: per organizzare al meglio la logistica vi chiediamo gentilmente di iscrivervi inviando una mail a newsletter@teieraeclettica.it specificando nome, cognome, recapito telefonico dei partecipanti. Riceverete una mail di conferma fino ad esaurimento posti disponibili.

In Giappone c’è un proverbio: l’esterno rispecchia l’interno, che richiama un po’, per farci capire dagli occidentali, il famoso concetto greco kalòs kai agazòs, bello e buono sono qualità inseparabili e l’arte deve corrispondere a questi due concetti.

Tornando al proverbio giapponese, chi ha un bell’aspetto è anche una persona di profonda umanità, di bellezza interiore. Così una persona di grandi doti spirituali deve curare anche il suo aspetto esteriore, avere una postura e un portamento corretti. Allo stesso modo, solo chi conduce una vita sobria e regolata, chi è gentile, caritatevole con gli altri conquista anche la bellezza esteriore.

L’esterno rispecchia l’interno.
Uno dei simboli più famosi del Giappone è il kimono e non è un caso, non è solo un magnifico abito esteriore, ma esprime la personalità di chi lo indossa.

Sappiamo quanto i giapponesi siano riservati, quanto poco parlino di se stessi, ebbene è attraverso il kimono che raccontano chi sono, a che classe sociale appartengono, quali antenati, quale carattere, quali gusti, quali letture, quale cultura, quali passioni hanno.

In Italia c’è un proverbio: L’abito non fa il monaco, che critica l’ipocrisia di chi finge di essere qualcun altro, o di essere buono.

In Giappone è l’opposto, l’abito svela ciò che abitualmente si tiene celato, il kimono non è solo un indumento che segue la moda, ma esprime tutto un mondo interiore, anche se molto semplicemente il significato del termine è ‘roba da indossare’. Ki- indossa, mono – roba.

Alla fine dell’epoca Edo, la gente ha cominciato a vestirsi all’occidentale, si dice You Fuku, You-occidentale, Fuku-vestito. Ormai abitualmente ci si veste all’occidentale e il kimono serve solo a indicare il vestito tradizionale.Solo in occasioni e in ricorrenze speciali si indossa ancora il kimono.

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